Guida tecnica · MDR UE 2017/745

UDI per dispositivi medici dentali — guida MDR 2024

Tutto quello che uno studio dentistico italiano deve sapere sull'Unique Device Identification: cosa è, quando si applica, come si legge un codice UDI, come gestirlo in pratica.

Cos'è l'UDI

UDI (Unique Device Identification) è un sistema di identificazione univoca dei dispositivi medici introdotto dal Regolamento UE 2017/745 (MDR)e in vigore dal 26 maggio 2024 per dispositivi di Classe IIa, IIb e III. È un codice che permette di tracciare un singolo dispositivo medico dalla produzione fino al paziente, lungo tutta la filiera distributiva e d'uso.

L'obiettivo è triplice: (1) sicurezza del paziente, identificando rapidamente lotti coinvolti in richiami; (2) tracciabilità per audit e ispezioni; (3) controllo della contraffazione.

Quando si applica allo studio dentistico

Per il dentista privato l'UDI è rilevante in due momenti:

  • Acquisto e registro: ogni dispositivo medico riutilizzabile ricevuto dal fornitore (turbine, contrangoli, motori endodontici, alcuni strumenti di precisione, dispositivi rotanti specialistici, impianti, viti, abutment) deve avere un UDI sull'etichetta o sulla confezione, secondo lo standard GS1 o HIBC.
  • Tracciabilità sull'uso: il dispositivo riutilizzabile va associato al ciclo di sterilizzazione e al paziente trattato. In caso di richiamo dispositivo o di evento avverso, lo studio deve poter risalire ai pazienti potenzialmente esposti.

La maggior parte degli strumenti commodity (specchietti, sonde, pinze, escavatori, frese non specialistiche) non ha UDI nativo dal produttore. Per questi vale la tracciabilità per set/kitcon identificativo interno generato dallo studio (vedi sezione "Strumenti senza UDI").

Come si legge un codice UDI

Un UDI è composto da due parti:

  • UDI-DI (Device Identifier): identifica il modello/articolo. È statico per quel codice prodotto.
  • UDI-PI (Production Identifier): identifica la specifica produzione. Include lotto, numero di serie, data di scadenza, data di produzione.

Il formato standard più diffuso in Europa è GS1 con Application Identifier (AI):

(01)08054321020001(11)260101(17)281231(10)A12345(21)SN9876

Tradotto:

  • (01) GTIN: 08054321020001 — il device identifier
  • (11) Data produzione: 260101 = 1 gennaio 2026
  • (17) Data scadenza: 281231 = 31 dicembre 2028
  • (10) Lotto: A12345
  • (21) Numero di serie: SN9876

Il codice è stampato come DataMatrix(codice a barre 2D) sull'etichetta. È leggibile da uno scanner DataMatrix dedicato o, sempre più spesso, dalla fotocamera dello smartphone tramite app dedicate.

Come gestire l'UDI in pratica

Il flusso operativo per uno studio è:

  1. Ricezione: quando arriva un dispositivo medico riutilizzabile nuovo, si scansiona il DataMatrix UDI dal pacchetto e si registra in un'anagrafica dispositivi (con GTIN, lotto, scadenza, brand, modello).
  2. Confezionamento per ciclo: prima di sterilizzare, si associa il dispositivo (o il set di dispositivi) all'etichetta della busta che entrerà in autoclave.
  3. Sterilizzazione: il ciclo viene registrato (ISO 17665) con riferimento all'autoclave e al lotto di sterilizzazione.
  4. Uso clinico: al momento dell'intervento si scansiona il barcode/QR della busta sterilizzata e si associa al paziente. La catena dispositivo → ciclo → paziente è chiusa.

In caso di richiamo da parte del produttore, lo studio può rispondere a una richiesta di tracciabilità in pochi minuti: dato l'UDI o il lotto, sapere quali pazienti sono stati trattati con dispositivi di quel lotto.

Strumenti senza UDI: il modello a set

Per gli strumenti commodity senza UDI nativo (la maggior parte del commodity dentale), il pattern accettato è la tracciabilità per set:

  • Lo studio definisce internamente i propri set (es. "Set Igiene", "Set Endodonzia", "Set Implantologia").
  • Ogni set ha un identificativo univoco interno (barcode/QR generato dal sistema di tracciabilità).
  • L'etichetta della busta riporta il barcode del set; il sistema sa quali strumenti commodity sono inclusi nel set.
  • Tracciabilità chiusa al livello set + ciclo + paziente, sufficiente per la conformità MDR sulla maggior parte degli strumenti commodity.

Cosa rischia lo studio se non lo fa

La mancata tracciabilità è sanzionabile sia dal punto di vista amministrativo (controlli ATS / NAS, MDR Art. 27 e Art. 87), sia dal punto di vista medico-legale: in caso di contenzioso paziente, l'assenza di documentazione di tracciabilità del dispositivo usato può configurare responsabilità del datore di lavoro per inosservanza del D.Lgs. 81/2008 e degli obblighi di prevenzione del rischio biologico.

La prova digitale strutturata (audit log con timestamp, IP, utente, hash di integrità) ha valore probatorio superiore a quella cartacea ai sensi della stessa normativa.

Come DentaLog gestisce l'UDI

DentaLog implementa il flusso UDI completo conforme MDR UE 2017/745:

  • Scanner DataMatrix da smartphone: nessun hardware aggiuntivo, basta la fotocamera del telefono.
  • Parser multi-formato: GS1 con/senza parentesi, HIBC, con auto-estrazione di GTIN, lotto, scadenza, numero di serie.
  • Anagrafica dispositivi con storico completo dei cicli di sterilizzazione di ogni singolo strumento UDI.
  • Tracciabilità chiusa ciclo → dispositivo → paziente con audit log immutabile e archiviazione decennale.
  • Tracciabilità per set per gli strumenti commodity senza UDI nativo.
  • Report ATS mensile pre-formattato che include la lista dispositivi UDI usati nel periodo.

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Pubblicato il 7 maggio 2026. Questa guida ha valore puramente informativo e non sostituisce la consulenza specialistica. Per dubbi specifici sulla compliance MDR del proprio studio, contatta il proprio consulente in sicurezza sul lavoro o il distributore dei dispositivi medici.